Ogni tanto qualcuno se ne viene fuori con un libro dove si afferma che il teatro è in crisi e sta per tirare le cuioia. Silvio D’Amico constatò che di libri simili in Francia, nella sola seconda metà dell’800, ne vennero editi una quarantina. E dai tempi di Molière già si piangeva sulla prossima morte el teatro. Da noi il grande Achille Campanile non solo scrisse sulla crisi, ma si propose di risolverla con geniali espedienti, come quello di far pagare lo spettatore non per entrare in sala, ma per uscirne.
Ma allora com’è che il teatro non muore mai? Forse perchè lo stato perenne di crisi è la sua linfa vitale. Son certo infatti che in qualche parte della grecia sia sepolto un trattato di Eschilo sulla crisi del teatro e la sua imminente fine.
Andrea Camilleri sulla rubrica Posacenere del settimanale “Domenica” de Il Sole 24 ore dell’11 Dicembre.